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mercoledì 2 gennaio 2013

RADIO MAGICA

Eccoci tornati dopo un lungo ponte di vacanze, ed è proprio mentre tornavo da un bel viaggio culturale nella città di Verona, alla radio ascoltavo una breve intervista ad uno dei fondatori di Radio Magica, una radio creata appositamente su misura di bambino!
Chiaramente sono andata a googolare subito, ho letto e riletto le loro splendide iniziative e per chi non ne fosse a conoscenza vorrei condividerle, non solo perchè mi sembra un'idea interessante e assolutamente da sostenere ma allo stesso tempo un'idea del tutto MAGICA e da diffondere!
ho estratto alcuni contenuti dal sito:

...Radio Magica: la prima web radio italiana dei bambini
In estrema sintesi, il progetto prevede la realizzazione di un portale internet con una web radio che divulghi prodotti e servizi finalizzati a stimolare il piacere e le capacità di ascolto dei bambini dai 0 ai 13 anni. La web radio sarà organizzata sulla base di un palinsesto giornaliero, calibrato sulle diverse fasce d’età e prevede l’interazione tra la radio ed i bambini attraverso programmi radiofonici e progetti ad hoc. Il portale offrirà agli utenti materiale sonoro on demand (musica, filastrocche, fiabe e programmi su varie tematiche) esistente e nuovo.....

Quindi care mamme o care famiglie in generale..perchè non accendete la "radio" anzichè la televisione molto spesso lobotomizzante? magari in streaming sul vostro smartphone mentre guidate,soprattutto quando in queste feste si parte per lunghi viaggi...


Buon ascolto a tutti!

Paola

venerdì 7 dicembre 2012

QUANTO CI SIAMO STUDIATI??

Tutti noi siamo stati bambini perchè... nessuno è nato adulto!

Nella società attuale c'è poco interesse sulle attività ludiche del bambino e ci lasciamo coinvolgere da tutto ciò che il consumismo di massa ci propina.
Sbagliato.
Sbagliatissimo.
Filosofi, scienziati, pedagogisti, psicologi hanno scritto e riscritto, studiato e ristudiato sui comportamenti dei bambini..e poi?
Grande testimonianza ci lasciano personaggi come Jean Piaget con lo studio dello sviluppo intellettivo con tanto di metodo scientifico diviso in diverse fasi cosicchè anche nel gioco è possibile capire sia le basi di apprendimento sia il livello di crescita e di maturazione del bambino...
ok appreso ed applicato...
Oppure gli studi di Maria Montessori dove non si parla soltanto del metodo ma anche di una filosofia di pensiero..
ok appreso e non tanto applicato..
E poi...
E poi...
E poi ci ritroviamo ad affrontare la società attuale che assiste alle politiche educative disastrose improntate sulla disciplina, sul moralismo, sui pregiuduzi. Il tormento dei luoghi comuni sull'educazione all'infanzia o all'adolescenza che ci spingono ad affrontare temi come il bullismo, l'emarginazione, la sessualità. l'apprendimento. 
Troppi luoghi comuni e troppi sentito dire, che ci fanno tralasciare il vero significato di una riflessione pedagogica.

sabato 24 novembre 2012

ALICE NEL PAESE DELLE MERAVIGLIE E ATTRAVERSO LO SPECCHIO NELL'ARTE CONTEMPORANEA




Nel precedente post abbiamo parlato di Giovanni Calò il quale diceva appunto:

"...E' necessario che i libri per ragazzi non siano leggibili solo in funzione dell'età alla quale sono rivolti, ma che siano capaci di suscitare l'adesione dei loro lettori..."

Quindi, come non poter citare Charles Lutwidge Dogson, meglio conosciuto come Lewis Carroll, che ha volutamente riempito i suoi testi di illustrazioni e dialoghi andando contro una letteratura brittannica di metà ottocento improntata sull'istruzione pedagogica e moralistica e senza nessuno scopo, anche, di divertire.

La sua migliore opera in questo senso è proprio la storia di Alice nel paese delle meraviglie ed il suo seguito, Attraverso lo specchio, che non sono solo diventati un classico della letteratura ma hanno esercitato una grande influenza sull'arte. Alcuni dei movimenti artistici piu importanti come il surrealismo sono stati suggestionati dall'assurda concezione spazio temporale di Alice nel paese delle meraviglie
La figura del Coniglio Bianco che rappresenta l'adulto ossessionato dal Tempo. Il tempo, concetto interiore ed eterno a confronto con quello esteriore e limitato dell’adulto. le filastrocche del colto Humpty Dumpty ed i gemelli Tweedledum e Tweedledee al limite dell'assurdo.
Il nonsense che raggiunge l'apoteosi nel poemetto Jabberwocky, totalmente composto di parole inventate.

Il gioco degli scacchi per raccontare una storia, così come il gioco delle carte e con quello del croquet.


La logica ed il calcolo matematico a confronto con gli impegni quotidiani, l’incalzare del tempo e dare scacco matto alle esigenze del momento.


Artisti come Max Enst e Renè Magritte che hanno esplicitamente dichiarato il loro debito nei confronti dell’opera di Carrol.
Attraverso l'arte degli illustratori comprendiamo meglio come altre persone abbiano interpretato i giochi linguistici dell'enigmatico scrittore. Come John Tenniel, suo illustratore per tutte le due storie.
Ecco allora una serie illustrazioni di Salvador Dalí, opere di Max Ernst e Dorothea Tanning,ma anche un eccezionale film di René Magritte, intitolato semplicemente “Alice in Wonderland”, del 1957.



I Surrealisti inglesi, soprannominati “figli di Alice”, sono rappresentati da opere di Paul Nash, Roland Penrose, Conroy Maddox e F.E. McWilliam. 


Tra gli anni Sessanta e Settanta, l’arte concettuale vide in Alice
uno strumento per l’esplorazione della relazione tra realtà 
e percezione, come la Pop e la Psychedelic Art. 
Opere di Jan Dibbets, Dan Graham, Joseph Kossuth, Yayoi Kusama, Adrian Piper, e Marcel Broodthaers . 
Il tema così attraente e contemporaneo del viaggio dall’infanzia all’età adulta è fonte di grande studio e ispirazione per gli artisti; 
i rapporti tra linguaggio, significato e nonsense; le relazioni tra 
la dimensione dell’osservatore e l’ambiente che lo circonda,
tra le diverse prospettive e la tensione tra percezione e realtà. 
Un letterato, fotografo, scienziato, di metà ottocento che ha dato origine col suo mondo fantastico ad una sfida infinita di immaginazione.... partendo dalla letteratura ed arrivando all'arte!!

......“Che me ne faccio di un libro senza figure e senza filastrocche?”